
Mondiali 2026, il caso Levi’s: quando nascondere un brand lo rende più visibile
22 Giugno 2026Se fino a poco tempo fa la risposta a tutte le domande era sempre e solo Google, oggi lo scenario è profondamente cambiato. Le ricerche su piattaforme diverse dai tradizionali motori di ricerca sono in costante aumento, soprattutto tra i giovanissimi: per la Gen Z (e non solo), la ricerca di un prodotto o di un servizio spesso non parte più da un browser, ma dalla barra di ricerca di TikTok o Instagram. C’è chi cerca ricette su Instagram, chi guarda recensioni di un’auto su YouTube, chi si informa su un evento storico o chiede a ChatGPT quale sia il miglior ristorante della zona.
Insomma, oggi le persone cercano informazioni ovunque. Per questo motivo, lavorare esclusivamente sulla SEO tradizionale per essere visibili su Google non è più sufficiente. I potenziali clienti cercano sui motori di ricerca, sui social network e, sempre più spesso, si affidano agli strumenti di intelligenza artificiale per ottenere risposte immediate.
Ma come fanno le AI a rispondere alle nostre domande? Analizzano e confrontano enormi quantità di contenuti pubblicati online, selezionando le informazioni ritenute più affidabili, pertinenti e autorevoli per costruire una risposta chiara e completa.
È proprio da questo cambiamento che nascono due nuovi concetti destinati ad affiancare la SEO tradizionale:
- AEO (Answer Engine Optimization), ovvero l’ottimizzazione dei contenuti affinché possano essere scelti dai motori di risposta e dagli assistenti virtuali come fonte diretta delle informazioni.
- GEO (Generative Engine Optimization), che punta invece a creare contenuti facilmente comprensibili e utilizzabili dai sistemi di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT, Gemini o Copilot, aumentando le probabilità che vengano citati o utilizzati per generare le risposte agli utenti.
Questo non significa che Google sia diventato meno importante. Al contrario, resta uno strumento fondamentale, ma oggi da solo non basta più. È necessario creare contenuti che siano utili sia alle persone sia agli algoritmi dei motori di ricerca e delle piattaforme di intelligenza artificiale.
Per questo tornano ad avere un ruolo centrale due sezioni spesso sottovalutate dei siti web:
- Il blog, con articoli aggiornati che rispondano ai dubbi degli utenti e approfondiscano servizi, prodotti, costi e novità del settore.
- Le FAQ, che forniscono risposte chiare e puntuali alle domande più frequenti dei clienti, rendendo le informazioni facilmente individuabili sia dai motori di ricerca sia dai sistemi di AI.
Tutto questo ha portato a un’evoluzione del concetto stesso di SEO. Oggi si parla sempre più spesso di Search Everywhere Optimization, ovvero una strategia che non mira soltanto a migliorare il posizionamento su Google, ma a rendere il proprio brand visibile ovunque gli utenti cerchino informazioni: sui motori di ricerca, sui social network, sulle piattaforme video e persino nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Le aziende che sapranno produrre contenuti di qualità, autorevoli e progettati per essere compresi sia dagli utenti sia dai sistemi di AI avranno un vantaggio competitivo significativo.
La SEO continuerà a essere fondamentale per garantire visibilità nei motori di ricerca, mentre AEO e GEO diventeranno elementi sempre più importanti per intercettare le nuove modalità di ricerca e di fruizione dei contenuti.
La vera sfida, quindi, non è più essere presenti in un solo luogo, ma diventare una fonte autorevole e riconoscibile in tutto l’ecosistema digitale, indipendentemente dal canale attraverso cui gli utenti decidono di cercare informazioni.
In definitiva, il successo digitale non dipenderà più soltanto dal posizionamento di una pagina, ma dalla capacità di fornire risposte affidabili, pertinenti e facilmente utilizzabili dai motori di ricerca tradizionali e dalle piattaforme di intelligenza artificiale generativa.




