Marketing fallimentare: i più noti esempi di “prodotti flop”

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Il PLURUBALL: non solo un materiale da imballaggio!
6 Luglio 2021

A tutti capita di sbagliare e quando si ha a che fare con una scienza “non certa” come il marketing anche i più grandi possono fallire.

Lo dimostra la storia, con tanti casi di campagne pubblicitarie non riuscite, lanci sul mercato fallimentari e veri e propri prodotti flop.

Alcuni sono davvero memorabili e ve li raccontiamo in questo articolo. Altri sono magari meno noti ma altrettanto significativi e numerosi, tanto che in Svezia (a Helsingborg) è nato un vero e proprio Museo delle innovazioni fallimentari (Museum of Failure), diretto dal “collezionista di fallimenti” Samuel West.

Noi ne abbiamo selezionati alcuni e siamo sicuri che alcuni di questi ve li ricorderete bene anche se voi, anche se magari ora non si trovano più sul mercato.

  • PHILADELPHIA – MILKA
    Una crema spalmabile frutto dell’unione tra il formaggio Philadelphia e la cioccolata Milka: due brand conosciutissimi, ben posizionati e molto apprezzati. Eppure il loro prodotto non ha funzionato, almeno in Italia: forse per non siamo abituati al gusto acidulo, forse perché (secondo alcuni) si sentiva troppo il sapore del latte, forse perché (secondo altri) aveva un retrogusto “aspro”…Quel che è certo è che da alternativa “light” alle note creme spalmabili, questo prodotto si è rivelato un grande flop!
  • NEW COKE 
    Una nuova versione della classica Coca Cola, dal sapore leggermente più dolce: una formula appositamente studiata da Coca Cola nel 1985 per competere con la rivale Pepsi, ma che non è stata apprezzata dai consumatori fedelissimi della ricetta originale. Un vero e proprio sdegno pubblico che ha spinto Cola Cola a ritirare il prodotto dal mercato dopo davvero pochi mesi, reintroducendo la versione classica.
  • GRAND SOLEIL
    Quello che doveva essere un gelato innovativo marcato Ferrero, un dessert pronto all’uso per rinfrescarsi nelle calde giornate estive, si è rivelato uno dei più grandi flop degli ultimi anni in ambito alimentare. Una campagna in grande stile, con volti noti negli spot televisivi e promoter nei supermercati. Tanta pubblicità, alte aspettative e ben 6 anni di sperimentazioni che si sono poi conclusi con un nulla di fatto: il Grand Soleil è sparito sempre più dal mercato fino a che (nel 2014) Ferrero ha addirittura smesso di produrlo. Tanti gli aspetti non convincenti di questo prodotto, su tutti il suo posizionamento: pensato da Ferrero come un dolcetto dell’ultimo minuto, si conservava al di fuori del frigorifero ed anche nei supermercati non fu collocato nel banco frigo ma vicino alle casse, come tanti altri snack Ferrero. Un acquisto d’impulso quindi, che però era “da agitare e congelare prima dell’uso” e poteva quindi essere gustato solo dopo una notte in freezer e non nell’immediato!
  • SURGELATI COLGATE
    Delle lasagne surgelate da gustare prima di lavarsi i denti: già l’idea sembra non convincere troppo, ancor meno se l’azienda produttrice di questo pasto pronto è Colgate, universalmente nota come produttrice di dentifrici. Posizionarsi sul mercato è difficile e quando finalmente ci si arriva, è sempre meglio non spostarsi troppo da quello che è il proprio settore: lo ha capito bene Colgate che negli anni ’80 cercò di cavalcare l’onda dei prodotti surgelati con alcuni piatti pronti come lasagne e antipasti. Un tentativo di espansione del brand fallimentare soprattutto perché non credibile agli occhi dei consumatori, abituati ad associare il marchio Colgate al settore dell’igiene orale.

Insomma, prendendo in prestito le parole del grande Henry Ford, possiamo concludere che: “Il fallimento è una possibilità di ricominciare in maniera più intelligente”.